L’architettura romanica in Campania: caratteristiche principali

La fioritura del romanico nella regione è legata per lo più al movimento benedettino ed ai suoi due centri di Montecassino e San Vincenzo al Volturno, da cui giunsero gli influssi più diretti nella regione: il ciclo di affretcbi di S. Vincenzo al Volturno, nell’attuale Campania, del IX secolo, si può considerare il prototipo di tutta la pittura romanica in Campania e Abruzzo. Tale ruolo per l’architettura spetta al grandioso S. liberatore alla Maiella, ricosrruito nei primi anni dell’XI secolo dal monaco Teobaldo proveniente da Montecassino.

Dimostrazione della libertà con cui l’architettura romanica usa delle testimonianze classiche è la chiesa di S. Pietro ad Alba, costruita sopra un tempio dedicato ad Apollo del quale conserva, integrate nella struttura del XII secolo, numerose tracce… Poco distante, presso Rosciolo, è la piccola S. Maria in Valle porclaneta, con la splendida iconostasi. Ma le due testimonianze maggiori del romanico abruzzese sono il complesso di Corfinio (Cattedrale di S. Felino e Oratorio di S. Alessandro), risalente al v secolo e ricostruito nel XII, dalle grandiose absidi, e l’abbazia di S. Clemente a Catarina. dal ricco patrimonio decorativo, nella quale ti iniziano a percepire i caratteri di transizione verro il gotico ciriercense.