L’uso delle principali scale di riduzione nel disegno architettonico

Tra le numerose scale di riduzione disponibili ve ne sono alcune particolarmente usate nell’architettura:

1. La scala di riduzione 1:100 (1 cm sul disegno corrisponde a 1 metro nella realtà) è idonea alla rappresentazione del progetto architettonico. non tanto degli impianti tecnici delle abitazioni perché risulta in genere troppo grande per descrivere in modo dettagliato la tecnologia edilizia. Viene comunque utilizzata per le richieste di autorizzazione edilizia. in cui è necessario esplicitare almeno i tipi di tecnologie adottate. È logico utilizzare rappresentazioni molto sintetiche e fare ricorso (per completare le informazioni) a descrizioni testuali (scritte, legende, ecc.) o a riferì» menti a disegni in scale più piccole, mediante l’uso di simbologie grafiche e alfanumeriche.

2. La scala di riduzione 1:50 (1 cm sul disegno corrisponde a mezzo metro nella realtà) è abbastanza usata nel progetto architettonico. Consente infatti di mettere in evidenza maggiori dettagli: ad esempio, di un solaio è possibile distinguere, in sezione, lo spessore. Oppure, nelle pareti perimetrali, si possono evidenziare le intercapedini d’aria, gli strati isolanti, ecc.

3. La scala di riduzione 1:20 (1 cm sul disegno corrisponde a 20 cm nella realtà) è la più idonea per rappresentare la tecnologia edilizia e l’arredamento in un progetto. Con questa scala è possibile rappresentare l’intero edificio o parti molto ampie di esso su un unico foglio di disegno, indicando tutti i principali componenti.

4. La scala di riduzione 1:5 ( 1 cm del disegno corrisponde a 5 cm nella realtà) è utile per integrare la scala l:20 con la soluzione di dettagli costruttivi.